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Dall’Io-Pelle all’Espressione Corporea: La Danza dei Confini e delle Emozioni

Nella pratica del movimento e nell’esperienza di ANIMETRA, la pelle smette di essere soltanto un “organo sensoriale” e rivela la sua funzione più profonda: essere il contenitore della nostra identità, la prima frontiera dove impariamo chi siamo e dove inizia il resto del mondo.

 

1. La Genesi del Confine: L’Io-Pelle di Didier Anzieu

​Per comprendere l’impatto del contatto nella danza e nel lavoro corporeo, dobbiamo tornare alle intuizioni dello psicoanalista Didier Anzieu e agli studi sullo sviluppo infantile di Margaret Mahler.

​Alla nascita, il bambino non possiede la percezione di essere un individuo separato. Vive in uno stato di fusione indifferenziata con la madre e con l’ambiente circostante. Non sa dove finisce il proprio corpo e dove inizia ciò che è esterno a sé.

 

STATO INDIFFERENZIATO INIZIALE

                   (Assenza di confini distinti)

ESPERIENZA TATTILE E CONTATTO

                  (Abbracci, accudimento, contenimento cutaneo)

FORMAZIONE DELL’ “IO PELLE”

(Distinzione tra IO e NON-IO)

 

Attraverso i continui stimoli tattili – le carezze, il calore della pelle materna, il contenimento delle braccia durante l’allattamento – il neonato inizia a “mappare” la propria superficie. Questo insieme di memorie sensoriali va a costituire l’Io-pelle: una struttura basata sull’esperienza corporea che svolge tre funzioni fondamentali:

  • Funzione di Contenimento: Fa da “sacco” che tiene insieme i pezzi della nostra psiche, facendoci sentire interi e non “frammentati”.
  • ​Funzione di Barriera e Protezione: Ci difende dalle aggressioni e dagli stimoli esterni eccessivi.
  • ​Funzione di Comunicazione e Scambio: Permette il passaggio di informazioni ed emozioni tra il nostro mondo interno e la realtà esterna.

​La lezione dell’Io-pelle: L’Io è innanzitutto un “Io” corporeo. Prima di pensare con le parole, pensiamo ed esistiamo attraverso la pelle.

 

2. Il “Sipario Emotivo”: Quando la Pelle Tradisce la Mente

​Nel movimento espressivo e nella vita di tutti i giorni, la pelle è la nostra superficie più visibile e indiscreta. È un vero e proprio teatro delle emozioni che sfugge al controllo razionale:

  • ​Il Rossore: Rivela l’imbarazzo, il desiderio o il senso di vulnerabilità, spalancando una finestra sulla nostra intimità.
  • ​Il Pallore: Tradisce la paura, lo shock o la chiusura difensiva.
  • ​La Sudorazione e la Tensione Cutanea: Rivelano l’ansia, lo sforzo o lo stato di allerta interno.

​Quando cerchiamo di nascondere quello che proviamo, la pelle “parla” al posto nostro. Nella danza e nella ricerca espressiva, questo aspetto è cruciale: non si può fingere sulla pelle. Un movimento diventa autentico e toccante per chi lo osserva non quando è tecnicamente perfetto, ma quando la pelle del performer lascia trasparire il flusso emotivo sottostante senza filtri.

 

3. L’Area Illusoria di Winnicott e il Gioco della Danza

​Un altro pilastro teorico indispensabile per comprendere la dimensione psicologica del movimento è il concetto di “Area Illusoria” formulato da Donald Winnicott.

​Winnicott spiega che la madre, nei primi tempi, permette al bambino di vivere l’illusione di essere lui stesso a “creare” ciò di cui ha bisogno (come il seno materno). Questa illusione d’onnipotenza è fondamentale: crea la fiducia di base nell’esistenza e dà origine alla capacità umana di immaginare, creare e giocare.

​Nella danza e nel movimento praticato in ANIMETRA, rientriamo esattamente in questa area illusoria e potenziale:

  • ​Il Movimento come Gioco Creativo: Quando balliamo o facciamo un gesto espressivo, sospendiamo il giudizio della realtà ordinaria.
  • ​L’Esplorazione del Sé: Attraverso il contatto con la propria pelle e quella degli altri, si risveglia la capacità di creare forme, significati e stati d’animo nuovi.
  • ​Integrazione Psiche-Soma: Il corpo non è più un oggetto da addestrare, ma diventa il luogo in cui la mente risiede con gioia e pienezza.

 

4. Sintesi: La Pelle come Soglia della Libertà

​La pelle è molto più di una superficie fisiologica: è la soglia del nostro essere.

​Riconoscere l’importanza dell’Io-pelle nel movimento significa passare da un’idea di danza basata sulla sola esecuzione meccanica a un’esperienza di ri-connessione profonda. Attraverso il tocco, la presenza e il flusso energetico – elementi cardine della filosofia di ANIMETRA – impariamo ad abitare la nostra pelle non come una prigione, ma come il veicolo perfetto per esprimere la nostra vera natura.

https://animetra.it/corso-collettivo/

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