C’è chi cerca la felicità nei grandi eventi, nei traguardi raggiunti o in risposte straordinarie che tardano ad arrivare. Così facendo, si rischia di camminare sopra un tesoro inestimabile senza mai chinarsi a raccoglierlo, dimenticando che la gratitudine più autentica non vive nell'”eccezionale”, come viene comunemente considerato.
Risiede, invece, nel flusso invisibile e fedele che ci sostiene a ogni secondo, ovvero nell’”eccezionale”, nel “sorprendente”, inteso nel suo senso più profondo e misterico, in quanto esistono una miriade di doni sorprendenti che non fanno rumore, pur esprimendosi attraverso il linguaggio che dovrebbe essere conosciuto e riconosciuto da tutti, ovvero il linguaggio dell’Anima, il linguaggio dell’Amore.
Questa gratitudine è proprio la capacità dell’Anima di accorgersi di ciò che diamo per scontato e in un mondo che ci spinge a fissare sempre ciò che manca, scegliere di ringraziare per ciò che già c’è, è felicità che Anima manifesta in gratitudine di Esistenza.
In quanto la gratitudine non è una semplice reazione a un bene ricevuto, ma è uno stato dell’Anima stessa, uno stato di grazia in cui riconosciamo di essere costantemente immersi nell’abbondanza dell’universo. E quando impariamo a ringraziare per l’invisibile sentiamo il cuore che si dilata… Non c’è più spazio per la scarsezza o la paura, perché ci rendiamo conto che siamo già custodi di una ricchezza infinita.
Significa saper benedire anche gli affanni, le preoccupazioni, le sofferenze perché sono state strumento attraverso il quale abbiamo percorso il sentiero che ci ha insegnato ad illuminare ogni passo, e nella luce stessa ogni ombra è rimasta dietro a noi.
Significa riconoscere il miracolo silenzioso di un respiro che continua a nutrirci senza che noi glielo chiediamo; riconoscere la bellezza che ci circonda nei passaggi più semplici della natura, come i raggi del sole del tardo pomeriggio che filtrano tra le tende disegnando ricami di arcobaleni sulle pareti, o la luce della sera che ritira piano la sua coperta per fare spazio alle stelle, o il profumo di terra bagnata dopo la pioggia che risveglia i ricordi più puri.
Allo stesso modo, portiamo gratitudine alle Anime e per le Anime: attraverso uno sguardo che sa farsi presenza o persino un silenzio condiviso che abbraccia la stessa Anima più di mille parole.
Ringraziare per le cose semplici, eccezionali, sorprendenti, in Anima, è la chiave per aprire la porta alla meraviglia.
Ed insegnare a noi stessi questa forma di rispetto verso la vita ci porta a trasformare ogni momento “ordinario” in un atto da consacrare, da benedire in Anima, riconoscendo che la vera felicità non risiede nel possedere di più, ma nel comprendere che quanto abbiamo, proprio ora, è già incredibilmente immenso, è già incredibilmente eccezionale… è un tesoro sorprendente!
Giuliana Cittanti

