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L’Albero dei Nodi

C’era una volta un piccolo villaggio arrampicato tra le montagne, dove il tempo sembrava scorrere con un ritmo tutto suo. Al centro della piazza principale c’era un grande albero secolare dai rami ritorti.

La gente del posto lo chiamava l’Albero dei Nodi.

​Ogni volta che gli abitanti vivevano un dolore, perdevano qualcosa di caro o provavano un timore per il futuro, prendevano un nastro di stoffa, vi legavano un nodo ben stretto e lo annodavano a un ramo. Credendo di custodire così le proprie memorie e di proteggersi dalle perdite, finirono per riempire l’albero di migliaia di nastri pesanti. Con gli anni, i rami smisero di fiorire, piegati sotto il peso di quel carico che nessuno aveva mai il coraggio di staccare.

​Un giorno arrivò al villaggio una bambina dai piedi scalzi e lo sguardo pieno di luce. Vedendo l’albero soffocato e triste, si avvicino al tronco. Invece di stringere un altro nodo, sfiorò con delicatezza uno dei vecchi nastri consunti dal sole e dal vento. Senza tirare, con pazienza infinita, sciolse il primo nodo.

​Nel momento preciso in cui la stoffa si distese, un soffio di vento tiepido attraversò la piazza. La gente accorse, timorosa che il ricordo legato a quel nastro andasse perduto per sempre. Ma la bambina sorrise e disse: “Non state perdendo nulla. Guardate, la stoffa era solo rimasta bloccata. Ora può volare”.

​Incuriosito, un vecchio del villaggio si avvicinò e sciolse il nodo che aveva legato quarant’anni prima per la perdita della sua casa. Quando il nastro si liberò nell’aria, non sentì dolore, ma un calore improvviso al petto: il ricordo non era sparito, si era solo trasformato in gratitudine per la forza che quell’evento gli aveva donato.

​Uno alla volta, tutti gli abitanti iniziarono a sciogliere i propri nodi. Più i nastri venivano liberati, più i rami dell’albero si sollevavano verso il cielo, leggeri, permettendo finalmente alla luce del sole di filtrare fino a terra. La primavera successiva, per la prima volta dopo decenni, l’albero fiorì di piccoli boccioli luminosi.

​Scoprirono così che il fiume della vita non toglie mai nulla senza lasciare spazio a qualcosa di più grande: per accogliere i nuovi fiori, occorre solo avere il coraggio di sciogliere i vecchi nodi e lasciare andare la presa.

Giuliana Cittanti

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